Fuochi dell'Etna - Pirotecnica


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Composti chimici

Curiosità

Composti chimici

Nei fuochi d'artificio vengono adoperati diversi tipi di composti chimici, tipicamente per dare un ben determinato colore alle fiamme generate dalla combustione dei vari elementi. A tal proposito si rimanda alle nozioni di base e ai risultati della tecnica del saggio alla fiamma che insegna come riconoscere la presenza di taluni composti dal colore assunto dalla fiamma che li brucia.

I dettagli dei composti chimici e i materiali più utilizzati in pirotecnica sono riportati di seguito (in ordine alfabetico):

Acido gallico: è un acido di colore giallo-sporco, si accende facilmente in combinazione col clorato di potassio e per tale ragione entrava nella composizione dei "fischi", nella pirotecnica del passato; oggi i fischi si realizzano mediante benzoati.

Acido picrico: è un acido fenolico che entrava nella composizione dei "fischi"; in Italia l'uso è dell'acido picrico in pirotecnica, è vietato.

Alluminio:
è un metallo usato largamente nei fuochi artificiali e si trova in commercio ridotto in polvere o a scaglie; può essere scuro, nero o brillante e ha sostituito le sostanze non più impiegate (tipo limatura di rame, zinco, ecc.). L'alluminio è assai leggero, quasi impalpabile, specie quello brillante. È insolubile nell'acqua ma non nell'alcool o aceto. La polvere di alluminio è spesso usata per rinforzare le altre polveri.

Antimonio:
è un semimetallo di colore bianco-grigiastro e che arde con fiamma cerulea, abbagliante, vivissima e quindi è usato per dare molto splendore alla fiammata dell'esplosione. Si adopera per il bianco ed in altre composizioni risplendenti.

Arenadoro:
è una polvere pirica chiamata anche "verdazzurro" in gergo pirotecnico, dalla forma impalpabile color verde bandiera. Serve per colorare la fiamma in azzurro.

Canfora:
quando miscelata con salnitro e zolfo emana una fiamma bianchissima.
Carbonato di rame: miscelato con nitrato di stronzio produce il violetto. La miscela, ancora umida, se esposta al sole è soggetta ad autocombustione; è necessario quindi tenerla all'ombra fino al totale essiccamento.

Carbonato di sodio:
serve a dare alla fiamma un colore giallo.

Carbonato di stronzio:
è un sale dello stronzio; si presenta in forma di una polvere bianca adatta per generare fiamme rosse, violetto e lilla.

Carbone di vite e carbone di quercia:
il primo è usato per la preparazione delle più importanti polveri piriche. Alcune composizioni pirotecniche prevedono l'unione del carbone di vite con quello di quercia, tipicamente usato in cucina, facilmente reperibile in commercio. Per fare del carbone di vite si prende una o più fascine di viti secche a cui si dà fuoco. Man mano che brucia e si riduce in carbone, si deve smorzare con dell'acqua, si fa asciugare bene e infine si polverizza passandolo nello staccio fino. Il carbone di legno duro produce scintille vive e durevoli, quello di legno leggero (es. di cerro) è un attivante della combustione.
Cartoni o cartocci da fuoco: anticamente si usava prepararli a mano, secondo gli spessori desiderati, incollando parecchi fogli di carta l'uno sull'altro fino ad ottenere lo spessore desiderato. Oggi, invece, si trovano in commercio già pronti per l'uso e identificati con un numero che indica un determinato tipo di cartone in relazione al peso di un foglio. La carta tedesca o carta d'imballaggio è usata per i grossi avvolgimenti, in particolare, quelli esterni per le bombe finite. V'è poi la carta blu.

Clorato di bario:
Si presenta bianchiccio ed impalpabile e va maneggiato con precauzione. Serve per colorazioni in verde fondo ed ha anche proprietà ossidanti.

Clorato di potassio:
Questa sostanza è estremamente pericolosa se mescolato con zolfo, per cui occorrono molte precauzioni per la sua manipolazione. Infatti deve essere evitato anche il minimo urto in quanto può dar luogo ad una esplosione. La Legge Italiana vieta quasi tutte le miscele a base di clorati.

Cloruro rameico:
è un sale che viene utilizzato per la colorazione sul blu-verde.

Colla di farina:
serve per incollare i cartocci e i passafuochi. Si prepara immergendo un certo quantitativo di farina doppio zero in acqua molto calda e mescolando fino a formare una pasta semidensa. Tale colla è soggetta ad alterazione e per conservarla basta far disciogliere un poco di acido salicilico o del solfato di rame durante la preparazione.

Cotone e filo di bambagia:
entrambi servono per confezionare gli stoppini o per rivestire i botti.

Creta:
una volta stacciata, è usata per la composizione gialla o per dare consistenza.

Destrina e gomma arabica:
sono utilizzati come eccipienti nei fuochi di artificio colorati, cioè servono a dare consistenza alle varie paste per la confezione degli "stoppini", delle "stelle", ecc. consentendo a questi ultimi di solidificare con una particolare forma. Al contempo, esse rallentano la combustione del composto (meno la destrina della gomma arabica).

Gesso:
utilizzato per indorare, quando miscelato nel violetto fornisce una tinta rosea.

Gommalacca:
molto usata nelle composizioni rosse.

Magnesio:
brillante o scuro nell'aspetto, è un metallo leggero che brucia emettendo luce bianca intensissima.

Manganese:
metallo di colore bruno grigiastro, è usato come miscela per i cannoli (elementi a combustione colorata e tracciante) Oggi viene sostituito dal titanio.

Mercurio:
dolce o calomelano, è costituito da una polvere bianca, fine e pesante, usato come ravvivante dei colori rosso, violetto, verde.

Nerofumo:
è carbone finemente suddiviso usato nelle composizioni rosso, verde, rosee.

Nitrato di bario:
è un sale di bario, impalpabile e bianco, serve per dare alla fiamma un colore verde (essendo molto igroscopico, occorrono particolari precauzioni); ha anche caratteristiche ossidanti.

Nitrato di potassio:
è comunemente chiamato salnitro, è il sale di potassio dell'acido nitrico. È conosciuto anche col nome di nitro o sale di nitro ed è l'ossidante della polvere nera.

Nitrato di sodio:
è un sale del sodio che si presenta di colore giallognolo e in forma cristallina, da pestare fino a renderlo impalpabile, colora fortemente la fiamma di giallo. Siccome assorbe molta umidità, i fuochi artificiali preparati con questo sale non possono essere immagazzinati per tempi lunghi. Pertanto, si preferisce adoperarlo solo nei mesi estivi. Ha anche caratteristiche ossidanti.

Nitrato di stronzio:
è un sale di stronzio, impalpabile e serve per dare alla fiamma un colore rosso porpora (essendo molto igroscopico, occorrono particolari cautele). Prima di essere adoperato, specie nei mesi umidi, è necessario farlo seccare al calore mettendolo dentro un recipiente di creta perché questo sale assorbe umidità.

Ossicloruro di rame:
è usato per ottenere il colore azzurro.

Ossalato di sodio:
è un sale organico che si presenta sotto forma impalpabile ed è usato in sostituzione del nitrato di sodio per le fiamme gialle.

Pece:
è un miscuglio di pece greca e catrame e serve per impeciare lo spago; questa operazione è eseguita tenendo in mano la pece e facendo passare lo spago un paio di volte dopo averlo fissato con un chiodo ad un cavalletto, avvolgendolo a matassa. Generalmente la pece si presenta in pezzi e bisogna pertanto triturarla e passarla allo staccio fino. Sostituisce lo zolfo in alcune composizioni pirotecniche.

Polivinilcloruro (PVC):
è usato per la composizione verde e blu come donatore di cloro.

Scialacca:
è una resina di color rossiccio, ridotta in forma di polvere impalpabile. Sostituisce lo zolfo nelle combinazioni pericolose e anche la gommalacca a causa del suo costo ridotto. Adoperata delle composizioni verde e viola.

Segatura:
è usata come isolante.

Siliciuro di calcio:
serve per produrre la luce bianca. Si presenta come una polvere di colore scuro, di prezzo contenuto e sostituisce l'antimonio che è più costoso per dare splendore alla fiamma.

Solfato di rame:
è usato per il colore azzurro e si trova ridotto in polvere viene passato allo staccio fino, serve per le fiamme azzurre. Ormai è in disuso.

Solfato di rame ammoniacale:
si preferisce al più noto solfato di rame per le luci azzurre in quanto meno suscettibile di esplosione se mescolato col clorato di potassio.

Solfato di stronziana:
è usato nelle fiamme rosse e gialle.

Spago:
è di diversi spessori per rivestire botti e bombe di calibro diverso.

Sughero:
è usato nelle composizioni azzurro e viola.

Titanio:
metallo adoperato in scaglie, per effetti traccianti argento.

Verde purgato:
è usato per il colore violetto.

Zinco:
è un metallo bianco alquanto duro, produce un fuoco azzurrognolo misto ad un allegro scoppiettio.

Zolfo:
tale ingrediente era molto usato in passato, ma ora è stato bandito quasi completamente dall'arte pirotecnica e sostituito da resine come la scialacca. In commercio si trova in tre versioni: fiore di zolfo, non usato, in quanto soggetto ad accensione spontanea allorché mescolato a clorato di potassio; zolfo in pietra, che viene pestato finemente e si adopera nelle composizioni colorate; zolfo in polvere, adoperato nella composizione bianca. Se usato, si adopera il tipo "ventilato" caratterizzato da una accentuata impalpabilità. È ancora utilizzato per la produzione di polvere nera, esplosivo utilizzato dall'industria pirotecnica.
Nella pirotecnica moderna i clorati sono sempre meno diffusi, a favore dei perclorati, più stabili e sicuri.

Dal mescolamento dei sopra citati composti si ottengono miscele pirotecniche, capaci di bruciare lentamente, oppure di deflagrare, di produrre luci e suoni.

Informazioni tratte dal sito www.wikipedia.it


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